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37th National Conference of Labour Economics

The Department of Economics and Statistics (DiSES) of the University di Salerno is pleased to invite you to attend the 37th Annual Conference of the Italian Association of Labour Economics to be held in Salerno, on the 23rd-24th September 2022 at the Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo”, Via Bastioni, 6. 

Theme: Labour market in the aftermath of the COVID-19 crisis: old and new challenges  

Keynote speakers:
This year the AIEL keynote lectures will be delivered by: Giuseppe Bertola (Università di Torino) and Alan Manning (LSE).

Invited policy session
There will be a special invited plenary session on “Regulation of labour markets and wage bargaining”. The invited speakers will be: Andrea Garnero (European Commission, JRC) and Eliana Viviano (Banca d’Italia).




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Etta Chiuri Prize 2022

The Società Italiana di Economia Pubblica (SIEP), together with the AIEL, CHILD and CSEF, announces the twelfth edition of the prize in memory of Maria Concetta Chiuri.

The prize will be awarded during the XXXIV SIEP Annual Meeting, to be held at the University of L’Aquila on 15 and 16 September 2022.

The call is available at the following link:

Premio Etta Chiuri – CALL FOR SUBMISSIONS 2022




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Etta Chiuri Prize 2022

The 2022 Etta Chiur Prize has bee awarded to Michele Giannola (University of Naples Federico II) for the paper Parental Investments and Intra-household Inequality in Child Human Capital: Evidence from a Lab-in-the-Field Experiment  

Motivation




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Elections for the renewal of the AIEL committee

Elections for the renewal of the AIEL committee will be taking place in September 2022. Interested AIEL members can apply for the 2022-2025 AIEL committee by sending a one-page CV including the most relevant publications as well as details about attendance of past AIEL conferences.

A candidate, to be eligible, must be on a par with the payment of the current AIEL membership (to be paid not later than 10th July 2022)  along with one of the last three years (i.e. 2019 or 2020 or 2021).

Application can be sent to aiel@aiel.it not later than 10th July 2022.

For any further clarification, please contact: aiel@aiel.it.




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Francesco Pastore

Vi comunichiamo con sgomento e grande tristezza l’improvvisa e del tutto prematura scomparsa di Francesco Pastore, segretario dell’AIEL dal 2010 al 2016, esprimendo vive condoglianze alla sua famiglia a nome di tutti i soci.

Laureatosi all’Università di Napoli Federico II, Francesco aveva poi conseguito un Master del Coripe Piemonte e un Ph. D. in Economics presso la University of Sussex. Era attualmente professore di Economia Politica presso l’Università della Campania Luigi Vanvitelli. Dal 2004 research fellow dell’IZA di Bonn, e dal 2017 country leader per l’Italia della GLO, Francesco godeva di grande reputazione internazionale ed era membro del comitato editoriale di numerose riviste, tra cui il Journal of Population Economics e l’International Journal of Manpower.

Oltre ad avere svolto un importante ruolo nell’AIEL, Francesco aveva partecipato in modo molto intenso alle attività dell’EACES, società nella quale ha ricoperto importanti ruoli istituzionali. Il novero delle riviste su cui ha pubblicato denota la qualità e l’ampiezza dei suoi interessi di ricerca che spaziavano dall’economia del lavoro alla macroeconomia e all’economia industriale. Economista preparato e attento alle problematiche economiche del momento, Francesco ha scritto oltre cento editoriali su magazines di larga diffusione, e curava un blog di attualità economica molto seguito. Impossibile non ricordare il suo profondo interesse per le tematiche relative al mercato del lavoro giovanile.

La sua scomparsa lascia un grande vuoto in quanti lo hanno conosciuto, dentro e fuori dalla comunità scientifica.




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AIEL-Genoa Spring Workshop on Labour Market Institutions

The AIEL-Italian Association of Labour Economics and the PhD in Economics and Political Economy of the University of Genoa announce a two-day workshop on Labour Market Institutions that will take place on the 26th and 27th May 2022. The workshop will bring together leading international speakers working on the topics of labour market institutions with researchers interested in the topic and young scholars. With this aim, there will be a special poster session for PhD students. Prize for Best Poster of 500 Euros will be awarded. The selection will be made by the members of the Scientific Committee. The winner will be announced on the second day, before closing the workshop.

Invited Speakers:

Bijorn Brugemann (Vrije Universiteit Amsterdam)
Claudio Lucifora (Università Cattolica di Milano)
Pedro Martins (Nova School of Business and Economics)
Giovanni Pica (Università della Svizzera Italiana)
Alexandra Spitz-Oener (Humboldt-Universität zu Berlin)
Bruno Van der Linden (UCLouvain)
Jan Van Ours (Erasmus University Rotterdam)




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Riccardo Fiorito

Con grande tristezza vi comunichiamo che, il 22 gennaio, colpito da grave malattia, è venuto a mancare Riccardo Fiorito. Nato a Roma nel 1947, si era laureato in Filosofia alla Sapienza nel 1970 summa cum laude, proseguendo poi gli studi in Economia all’Università di Cambridge e a quella del Wisconsin-Madison. Nel 1983 aveva intrapreso la carriera accademica come Professore Associato di Economia all’Università di Teramo, insegnando Macroeconomia ed Econometria, e poi come Associato di Econometria Applicata all’Università di Siena, dove nel 2000 era diventato Ordinario di Economia.

Fu allievo e collaboratore fondamentale di Ezio Tarantelli all’Isel-Cisl nella messa a punto del Momel, il modello macroeconometrico del mercato del lavoro che Tarantelli aveva sviluppato con Franco Modigliani all’M.I.T., e che poi venne adattato al problema del rientro concertato dell’inflazione degli anni ’80 e della concertazione sociale della politica dei redditi, e ampliato sino a coprire il dettaglio territoriale di tre macroregioni (Nord, Centro e Sud). Collaborò anche con Carlo Favero (Bocconi) nella costruzione, per il Tesoro italiano, del modello trimestrale ITEM di previsione e analisi dell’economia italiana.

Autore di numerosi e significativi lavori in ambito internazionale nel campo della macroeconomia e dell’econometria, e in quelli della politica fiscale e dei cicli economici (con particolare riferimento al ruolo delle scorte, di solito trascurato), i suoi contributi allo studio del mercato del lavoro si sono concentrati sul collegamento tra la performance del mercato del lavoro e quella macroeconomica in relazione agli effetti di shock esogeni e di interventi di policy, e sull’approfondimento dei caratteri macroeconomici della disoccupazione e dell’offerta di lavoro, quest’ultimo tra i primi ad essere basato su dati individuali longitudinali.




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Etta Chiuri Prize 2021

The 2021 Etta Chiur Prize has bee awarded to Shmuel San (Hebrew University of Jerusalem) for the paper  Who Works Where and Why? Parental Networks and the Labor Market.




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Elisabetta Addis

Con grande tristezza vi comunichiamo che è venuta a mancare Elisabetta Addis, ex membro del Direttivo dell’AIEL. Il direttivo esprime vive condoglianze alla famiglia della Prof. Addis a nome di tutti i soci.

Economista brillante, preparata, combattiva, donna energica, schietta ed ironica, da sempre al fianco delle battaglie delle donne. Elisabetta Addis ha insegnato Economia Politica all’Università di Sassari e Politica ed Economia del Welfare alla Luiss. È stata tra le fondatrici del movimento Se Non Ora Quando. Ha studiato alla Normale di Pisa, è stata borsista Fulbright per un dottorato alla Clark University, Fellow all’Università di Harvard. Poi è tornata in Italia dove ha pubblicato articoli e saggi sulle donne soldato, sui differenziali salariali per sesso, sul Welfare State italiano, sulla tassazione della famiglia, sulle donne nell’Università e nella ricerca scientifica. Di recente si era occupata di genere e coesione Europea, e di macroeconomia dell’Unione Europea nel contesto internazionale.

Elisabetta era uno spirito libero. La sua energia, la sua indipendenza, la sua generosità la rendevano una persona che difficilmente si dimentica.




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AIEL Webinars: Covid 19 and Labor market implications




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Necrologio per Luigi Frey

Luigi Frey è stato uno dei pionieri in Italia dell’Economia del lavoro, disciplina alla quale si è dedicato sin dall’inizio degli anni Settanta. L’Economia del lavoro ha rappresentato il suo principale -sebbene non unico, ma certamente più duraturo- interesse, sia nella ricerca sia nell’insegnamento nelle varie Università italiane nelle quali ha svolto la sua attività.

Nei primi anni della sua carriera accademica si è occupato di Economia monetaria: nel 1961 pubblica Sviluppo economico e struttura del mercato finanziario e, nel 1965, Risparmio, investimenti e politiche dei redditi. Dal 1970, anno in cui vinse il concorso di Professore di prima fascia, avviò le prime ricerche sistematiche sulle problematiche riguardanti l’occupazione e la disoccupazione in Italia, avendo sempre come criterio la scelta di tematiche rilevanti per le loro implicazioni sociali e riservando particolare attenzione al benessere delle fasce di popolazione più deboli. Numerose sono, ad esempio, le analisi inerenti l’occupazione dei giovani e delle persone più avanti nell’età, con maggiori difficoltà di inserimento o ricollocamento. Negli ultimi anni di attività ha focalizzato il suo lavoro sul tema dell’invecchiamento attivo, facendone anche una ragione di vita e di impegno sociale.

Il criterio-guida della sua attività di studioso è stato quello di dar vita a ricerche che potessero avere applicazione nella realtà e che potessero orientare le scelte di chi opera, a vario titolo, nell’economia e nel mondo del lavoro.

Luigi Frey sosteneva che l’economia è una scienza sociale in continua evoluzione, non neutrale, perché ogni economista si riferisce a un modello di uomo e di società. L’economista, come esperto o come consulente di chi dispone di potere decisionale, analizza le cause dei problemi economici e sociali, individuando gli obiettivi finali e intermedi e i possibili modi attraverso cui perseguirli. Sosteneva, inoltre, che il compito dell’economista dovesse poi proseguire con il processo di valutazione ex-post.

Particolarmente significativo è stato il legame che lo ha unito al mondo del sindacato. Lunga e feconda è stata, in particolare, la sua collaborazione con la Cisl. Una collaborazione alla quale ha preso parte mantenendo la sua autonomia di studioso, ma con la volontà di contribuire in modo generoso a supportare gli sforzi del sindacato nell’interpretare i cambiamenti economico-sociali e nell’orientare efficacemente la sua azione.

Nell’impostazione delle ricerche e nella pubblicazione dei risultati raggiunti ha sempre perseguito l’obiettivo di raggiungere un pubblico più ampio di quello accademico, composto da chiunque avesse a vario titolo responsabilità riguardanti il lavoro nelle istituzioni, nel sindacato o nelle aziende. Allo stesso modo, non ha mai inteso l’Economia come una disciplina chiusa e autosufficiente, ma ha ricercato il confronto e la collaborazione con specialisti e studiosi di altre discipline -dalla Statistica alla Sociologia- agli studi di relazioni industriali, con i quali ha spesso condiviso importanti progetti di ricerca.

È stato animatore di progetti di ricerca e di reti di studiosi a livello internazionale, dando vita a ricerche comparative sostenute dalla piena consapevolezza dell’arricchimento che il nostro paese può trarre dal confronto con studi, esperienze e istituzioni provenienti da realtà diverse.

Un altro obiettivo che ha guidato la sua lunga attività di studioso del mercato del lavoro è stato quello di tentare di percepire, comprendere e anticipare i cambiamenti strutturali che avrebbero manifestato i loro effetti negli anni a venire, quali le tendenze demografiche e quelle tecnologiche, la terziarizzazione dell’economia e l’innalzamento dei livelli di istruzione della popolazione. Emerge in modo evidente dai suoi scritti la consapevolezza che l’economia è un sistema dinamico e che il mercato del lavoro è continuamente attraversato da trasformazioni profonde che ne ridefiniscono il profilo e pongono nuove sfide, sul piano teorico come in quello delle politiche economiche.

Di tutto ciò resta testimonianza nella grande quantità di articoli e saggi che Luigi ha pubblicato nel corso della sua carriera. In particolare, nella collana dei Quaderni di economia del lavoro, editi da Franco Angeli, che ha curato per decenni e nella quale sono raccolti i risultati delle sue ricerche insieme ai molti contributi di un grande numero di studiosi, colleghi e giovani ricercatori.

Nella sua attività di ricerca è stato coordinatore di numerosi progetti europei. Nel 2004 ha ricevuto il Premio Tarantelli per il suo contributo all’economia del lavoro. 

Altrettanto numerosi sono i ruoli e le cariche da lui svolti nel tempo:

  • per anni membro dell’AIEL, ha rivestito la carica di Presidente dal 1991 al 1993 e di Membro del Comitato direttivo dal 1995 al 1998;
  • membro della Società Italiana degli Economisti, ha fatto parte del Consiglio di Presidenza tra il 1995 e il 1998; 
  • membro dell’Accademia Europea dal 2003;
  • dal 1992 al 2002 membro del Comitato consultivo CEIES, ricoprendo il ruolo di Presidente del Comitato delle Statistiche sociali dal 1993 al 2000; 
  • membro di comitati di esperti dell’Isfol e del CNR su tematiche riguardanti l’apprendimento, la formazione e la ricerca scientifica;
  • ha rivestito il ruolo di Presidente della Banca Popolare di Milano;
  • è stato membro della Società di Economia, Demografia e Statistica ricoprendo il ruolo di membro del Comitato direttivo dal 1996 al 2002;
  • dal 1973 fino alla sua scomparsa è stato Presidente del Centro di ricerche CERES, dove si è occupato di temi socio-economici a livello nazionale e internazionale;
  • è stato membro di molti comitati del MIUR;
  • dal 1984 è stato Professore Ordinario di Economia del Lavoro presso la Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma e, per alcuni anni, membro del consiglio dei docenti del dottorato di Economia politica del dipartimento di Economia pubblica, nonché Direttore del dipartimento stesso.

Il suo interesse per le tematiche dell’invecchiamento attivo lo ha portato a seguire per anni la pubblicazione periodica Il Benessere degli Anziani per l’FNP-CISL. 

La sua ricerca e il suo impegno istituzionale hanno contribuito alla definizione della ‘Strategia europea per l'occupazione e la flexicurity’, favorendo il consolidamento del dialogo tra le parti sociali, finalizzato ad accrescere lo sviluppo ed il benessere dei lavoratori.

Per i suoi allievi è stato un vero maestro, stimolando la passione e l’impegno per lo studio della politica economica volta al miglioramento del benessere sociale. È stato un prezioso intellettuale, testimone e protagonista delle trasformazioni del mondo del lavoro degli ultimi quarant'anni.

La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile tra le persone care e i colleghi che lo hanno conosciuto.

Marina Capparucci, Giuseppe Croce, Emanuela Ghignoni, Renata Livraghi, Gabriella Pappadà, Tiziana Tagliaferri




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Necrologio per Carlo Dell'Aringa

Carlo Dell’Aringa fonda nella seconda metà degli anni ’80 assieme ad alcuni colleghi l’AIEL l'Associazione Italiana degli Economisti del Lavoro, di cui dal 1985 al 1991 è stato anche presidente. All’Aiel Carlo è sempre stato affezionato, partecipando alle iniziative e sempre presente nei momenti importanti della vita dell’Associazione. Un ricordo va alle celebrazioni del trentennale, qualche anno fa, in cui con altri past-president aveva contribuito ad un volume sul mercato del lavoro ripercorrendo la storia dell’Aiel e, successivamente, assieme ai componenti del direttivo aveva partecipato all’organizzazione di un convegno sui 30 anni dell’Aiel alla LUISS di Roma. Carlo è stato impegnato fino all’ultimo nel perseguimento di alcune idee a cui ha dedicato la sua lunga carriera. Solo pochi giorni fa aveva partecipato assieme ad Enrico Letta alla “summer school” della ‘Scuola di Politiche’ a Cesenatico per insegnare e trasmettere l’impegno politico ai giovani. La politica era stata la sua ultima passione, prima come sottosegretario al Ministero del lavoro, poi come membro delle commissioni parlamentari di Lavoro e Bilancio. Passione vissuta con un certo distacco, da studioso, da professore e da economista sempre appassionato allo studio del mercato del lavoro e al disegno delle politiche. Il lavoro è sempre stato al centro della sua attenzione di studioso. Lo appassionavano i grandi temi: la disoccupazione, i salari, la produttività, le disuguaglianze, con un’attenzione profonda ai dettagli istituzionali che regolano il funzionamento dei mercati. Negli anni ’90 aveva lavorato intensamente ad uno dei primi manuali di economia del lavoro con modelli teorici microfondati ed evidenza empirica tratta da studi econometrici.  Il filo conduttore che ha maggiormente caratterizzato la sua attività di ricerca è senza dubbio quello delle relazioni industriali, che aveva a lungo studiato ed anche praticato durante la Presidenza dell’ARAN l’Agenzia per la rappresentanza negoziale nel pubblico impiego. Nonostante questi temi, per i loro risvolti politici ed ideologici abbiano spesso diviso l’opinione pubblica creando barriere ed elevando il conflitto sociale, il contributo di Carlo è sempre stato orientato ad unire, mai a dividere, fornendo soluzioni e compromessi avendo sempre come guida il benessere collettivo. La sfida per la modernizzazione del mercato del lavoro italiano, l’ha accompagnato durante tutta la sua carriera che ha condiviso con altrettanti protagonisti della politica economica italiana: dalla riforma della scala mobile per la lotta all’inflazione con Ezio Tarantelli, all’introduzione di flessibilità nei contratti di lavoro per favorire la creazione di occupazione con Tiziano Treu e Marco Biagi, fino al potenziamento della contrattazione aziendale per rispondere alle esigenze di produttività delle imprese dopo la “grande crisi” con Tommaso Nannicini e Marco Leonardi. Un percorso di riforma, quello del mercato del lavoro, che ha seguito, commentato e indirizzato, prima come studioso, poi come consulente di istituzioni nazionali ed europee, ed infine come politico avendo come scopo non solo quello di tutelare i lavoratori e le lavoratrici, ma anche categorie spesso non sufficientemente rappresentate nel confronto politico come i giovani e i disoccupati.

A testimonianza di questo percorso c’è una intensa e variegata attività accademica, il suo impegno intellettuale e il suo rigore morale. Si era laureato nel 1963 alla Cattolica di Milano in Scienze Politiche, per poi conseguire il D.Phil in Economics al Linacre College dell’Università di Oxford con una tesi su “Wages, Prices and Employment in Italy” in cui veniva stimata una delle prime curva di Phillips per l’Italia. Professore ordinario nel 1981 e titolare della cattedra di Economia politica alla Cattolica, che manterrà fino alla fine della carriera, poi coronata con l’attribuzione del titolo di Professore emerito nel 2015. Una caratteristica distintiva di Carlo Dell'Aringa è sempre stata la capacità di avviare nuove iniziative raccogliendo studiosi in centri di ricerca, associazioni scientifiche, think-tank per creare occasioni di confronto e favorire la crescita delle discipline economiche e sociali. Negli anni ’70 è stato tra i fondatori dell’Irs e successivamente di Ref-Ricerche. Negli ultimi anni, assieme a Enrico Letta e Tiziano Treu ha collaborato attivamente alla direzione scientifica dell’Arel, associazione fondata da Nino Andreatta. Tra i volumi da lui curati recentemente nella collana Il Mulino-Arel ci sono: “Giovani, senza futuro? Proposte per una nuova politica” (2011), “Salari, produttività, disuguaglianze. Verso un nuovo modello contrattuale?” (2017) e l’ultimo sforzo ancora in cantiere “Produttività, crescita e inclusione sociale” a cui stanno ancora collaborando numerosi economisti ai quali Carlo aveva chiesto di individuare proposte e soluzioni per fare ripartire il paese e rendere la nostra società meno diseguale.

Nella ricerca scientifica il suo impegno di studioso è stato condotto su vari fronti. Quello accademico tradizionale, contribuendo alla pubblicazione di articoli e manuali universitari; quello relativo alla cura di rapporti di ricerca a sostegno dell’attività di politica economica e, non ultimo, collaborando con i principali quotidiani nazionali, di cui è stato spesso editorialista, trattando temi del lavoro e delle relazioni industriali.

Da un certo punto in poi l’impegno istituzionale e l’attività di ricerca a supporto dei decisori pubblici si sono intensificati.Durante la Presidenza di Romano Prodi alla Commissione europea ha fatto parte della task force per la definizione della ‘Strategia europea per l'occupazione’, e successivamente ha collaborato con Marco Biagi alla stesura del “Libro bianco sul mercato del lavoro in Italia”, che ha dettato le linee guida per la riforma dei contratti di lavoro dei successivi decenni. In tutte queste esperienze ha interpretando il suo mandato da vero studioso, avviando studi e ricerche, raccogliendo il parere di esperti prima di prendere decisioni.

Per i suoi allievi è stato un vero maestro, creando, forse anche senza averne l’intenzione, una scuola di economisti del lavoro ai quali ha insegnato ad unire rigore metodologico e attenzione agli aspetti istituzionali del mercato del lavoro, sottolineando sempre l’importanza di tradurre i risultati in prescrizioni di politica economica per il miglioramento del benessere sociale. Ha contribuito a trasformare la tradizione italiana di studi sul lavoro, nella moderna economia del lavoro sviluppando l’analisi econometrica applicata a dati microeconomici per lo studio del funzionamento dell’economia del lavoro e la valutazione delle politiche.

È stato intellettuale, testimone e protagonista delle trasformazioni del mondo del lavoro degli ultimi quarant'anni, ma in primo luogo dell’economista politico che sa essere anche attento alle relazioni industriali e alle implicazioni sociali dei fenomeni economici.

La sua improvvisa scomparsa lascia un vuoto incolmabile.




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Dopo i Mille Giorni. Le prospettive del mercato del lavoro e delle relazioni industriali

L’incontro, che si terrà nell’Aula delle lauree della Facoltà (via del Castro Laurenziano 9, ala della Presidenza, 2° piano) a partire dalle 9,30, intende raccogliere le valutazioni di istituzioni, sindacalisti e accademici su alcune novità e sugli effetti che potranno avere sul mercato del lavoro e sull’evoluzione delle relazioni industriali, nella prospettiva di cooperazione che caratterizzò l’opera e il sacrificio di Tarantelli. Tra queste novità verranno discussi: le modifiche delle forme contrattuali stabilite da jobs act e decreto Poletti, il piano Industria 4.0, la creazione dell’Anpal, l’incentivazione della contrattazione decentrata di produttività, l'incentivo al rafforzamento del welfare aziendale/occupazionale, il documento sindacale unitario sulla riforma del sistema di relazioni industriali.

La partecipazione è aperta a tutti.




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Fabio Neri

Con grande tristezza vi comunichiamo che è spirato Fabio Neri, uno dei membri fondatori dell’Aiel. Il direttivo ha espresso vive condoglianze alla famiglia del Prof. Fabio Neri a nome di tutti i soci.

Oltre che uno dei soci fondatori, Fabio Neri è stato anche Segretario dell’Aiel per un quadriennio. Originario delle terre istriane si laurea in economia e commercio all’Universita' di Trieste, dove inizia la sua attivita' di docente e ricercatore come assistente di Mario Arcelli. Fu docente presso le Università di Padova,   Bergamo e Trieste, e, negli ultimi anni di attività, presso la LUISS di Roma, dove fu direttore del Cesri (il Centro per lo studio delle relazioni industriali).

Economista appassionato, fu Visiting Professor presso la Washington University di St. Louis e la Northeastern University di Boston, collaborando con Hyman Minsky sui temi delle previsioni dei modelli macroeconomici e dell’economia monetaria. Ma i suoi interessi di ricerca principali sono stati quelli dell’economia del lavoro, con particolare riferimento a temi legati alle migrazioni internazionali, alla valutazione della formazione professionale e delle politiche del lavoro. Molto attivo nel panorama economico locale si è occupato della costruzione della tavola input-output della regione Friuli Venezia Giulia, dedicandosi anche all’amministrazione comunale della città di Trieste come Assessore all’economia a fine anni ’90 e rivestendo incarichi apicali in società di trasporto pubblico.

Era uno spirito libero. La sua energia, la sua indipendenza, la sua generosità lo rendevano una persona molto speciale.




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Workshop "Health at Work"

The "Health at Work" Workshop will be held on Friday 12th June 2015 at the Cité Universitaire in Paris. The focus of the workshop will be on health issues that primarily concern workers and working conditions on the labour market. Some examples of topics of interest are: the effects of working conditions on health, health and retirement decisions, health, safety and work injuries, the health effects of employment status, the work capacity of senior workers, long careers and health .

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The invited speakers are: Gerard van den Berg (Mannheim), Petri Böckerman (Turku), Nabanita Datta Gupta (Aarhus), Sergi Jimenez-Martin (UPF), Maarten Lindeboom (Amsterdam), Petter Lundborg (Lund University) and Ioannis Theodossiou (Aberdeen).

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To download the Program click here




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Salari, occupazione e politiche del lavoro. Riflessioni su crisi e riforme a partire dal pensiero di Ezio Tarantelli

La Fondazione Marco Biagi con il patrocinio dell'AIEL e dei dipartimenti di Economia Marco Biagi e di Comunicazione ed Economia dell'Università di Modena e Reggio Emilia nell'ambito del ciclo di seminari del Dottorato in Lavoro, Sviluppo e Innovazione propone il seminario “Salari, occupazione e politiche del lavoro. Riflessioni su crisi e riforme a partire dal pensiero di Ezio Tarantelli”. Nel corso dell’incontro, coordinato da Tindara Addabbo, interverranno Leonello Tronti e Luca Tarantelli autore del libro “Il sogno che uccise mio padre. Storia di Ezio Tarantelli che voleva lavoro per tutti”, e verrà proiettato il documentario 'La Forza delle idee' di Luca Tarantelli.


Il seminario si terrà il 21 novembre 2014 alle ore 14:30 nella sala Placement della Fondazione Marco Biagi sita in Largo Marco Biagi, 10 a Modena. Per informazioni rivolgersi a Gabriele Benassi - 059.2056060, info-fmb@unimore.it o Jenny Rivas – 059.2056092 jenny.rivas@unimore.it